Samsung, evitarla come la peste.

Scrivo questo post per far sapere a quanta più gente possibile come la Samsung tratta i suoi clienti. 

Gli aneddoti sarebbero molti, a partire da Galaxy S4 (telefoni da oltre 600€) che dopo pochi mesi di utilizzo (a volte giorni – e questo fa capire la qualità di questi device-), presentano batterie scoppiate, touchscreen che non rispondono o schermi neri col telefono funzionante. 

Proprio a questo ultimo caso, assai frequente, e registrato nei primi mesi di garanzia è stata più volte respinta la richiesta di assistenza in garanzia adducendo danni accidentali al telefono (cadute) e fornito un preventivo per la riparazione di oltre 200€.

Ma il caso più eclatante è questo.

Un cliente del negozio dove lavoro, ci porta indietro dopo pochi giorni dall’acquisto, un notebook Samsung che presenta un malfunzionamento al touchpad.

Dopo diagnosi effettuata da me personalmente, provvediamo ad inviare in assistenza il pc poiché il difetto hardware è ovviamente coperto da garanzia. Passa il corriere a ritirare il pc, fornendo lui stesso l’imballo e imballandolo di persona. 

Dopo una ventina di giorni ci scrive Teknema, il centro assistenza al quale è stato inviato il PC per la riparazione, allegando alla mail delle foto che qui riporto, informandoci che non possono provvedere alla riparazione in garanzia in quanto è stato rilevato un graffio SULLA PARTE ESTERNA del coperchio dello schermo, e su richiesta possono fornirci un preventivo per la riparazione. 

Tralasciando il fatto che chiunque, anche non esperto in materia, può benissimo comprendere come un graffio (superficiale) non possa minimamente incidere sul funzionamento del touchpad; ricordo che il pc è stato imballato dal corriere davanti ai miei occhi e consegnato in stato perfetto, essendo nuovo. 

Lascio a voi concludere che quel taglio è stato fatto, palesemente, con un taglierino in fase di apertura dell’imballo da parte di non si sa chi del centro assistenza. 

Qualcuno di voi potrà replicare: “Ho tutto Samsung a casa, mai un problema”. 

Ben per voi, ma un caso non fa la regola, io lavoro in un negozio che ovviamente ha molto più movimento di acquisti che un singolo e le percentuali di difetti su merce Samsung sono allarmanti davvero. 

Purtroppo Samsung copre una vasta fascia di mercato di materiale Hi-Tech e una vasta fascia di prezzo, quindi può essere inevitabile acquistare un loro prodotto, ma vi invito a pensarci cento volte prima di fare un acquisto del genere.

O se ci credete, portatelo a benedire subito al santuario più vicino. 

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Che mi sistemi la lavatrice?

Quella volta sapevo che dovevo seguire la vocina che mi consigliava di fare la parrucchiera. Non avrei questi problemi, dovrei solo tagliare capelli e scegliere l’esatta dose e nuance di colori.
E invece no. Mannaggia a me ho voluto studiare informatica e mannaggia a chi l’ha fatto sapere in giro.

Non ci sono giorni più belli e felici di quando mi portano qualche computer aka caso disperato, di quelli che manco l’amicodelcuginodelmorosodemisorella è riuscito con la classica formattata a riparare. Quelli che richiedono competenza insomma.
Si perché tutti hanno un amicodelcuginodelmorosodemisorella che ci sa fare coi computer perché magari gioca a LoL e poi mi vedo arrivare computer formattati ma con installate le peggio toolbar maldestramente installate assieme all’installazione di 2 o più antivirus gratuiti nello stesso ambiente. Si perché essendo gratuiti magari valgono meno, meglio mettere qualcuno in più.

La mia giornata odierna invece è stata la seguente. Svegliata da una chiamata di clientescassapalle che mi deve portare un pc perché non va il “senza fili” (aka non si connette in wifi) e già che c’è mi porta il suo smartphone Android che fa le bizze e ha tutta la rubrica doppia (nonostante abbia provato a spiegargli che basta configurare la rubrica in modo che visualizzi solo i numeri salvati nel telefono e non tutti quelli dei vari account sincronizzati) e già che sempre c’è mi porta pure il tablet Android perché ci vuole mettere “Office” ma quando gli ho menzionato “Play Store” l’ho destabilizzato.
E fin qui poco male.
Primo pomeriggio mi chiama la più grande cliente frantumapalle dell’emisfero boreale che ha comprato la Smart TV e non sa configurarla e voleva farlo nel giro di 10min dalla telefonata (ergo ho dovuto mollare un amato pc con caso disperato di spegnimenti fantasma).

Li. In quel luogo mi è stato dato il colpo di grazia definitivo.
Mentre montavo la suddetta TV, suona al citofono la sorella del marito che nel conoscere la celeberrima Maria Sole (leggi Maria Aurora ndr) l’informatica, in 0.2 mi trovo in mano il suo galaxy gio e la richiesta di configurarle la mail sul dispositivo. E tanti saluti anche alla TV.
“Mi dice l’indirizzo della sua mail?” “Ah non lo so mica io, sarà 2 anni che non la apro”.

Ah beh. Allora suppongo sia proprio necessario avere la posta sempre a disposizione nel telefono.
“E spiegami Warsap” (leggi Whatsapp).
“Ma qui non e installato, e nemmeno configurato il play store” (che era ancora “Market”).

Ergo mezz’ora dietro al cellulare della cognata, e poi finalmente si torna a questa dannata TV.

Dopo un’ora e mezza torno a casa dal mio paziente, ma vengo interrotta dalla chiamata della cognata di cui sopra che mi invita a cambiarle operatore al telefono di casa perché così può mettere “il wireless” a casa.
Quindi mercoledì si va a Jesolo a casa di questa e come minimo si torna ancora per installarle il router. Benone.

Ma vai a spiegare ora alle suddette persone che tu hai una partita IVA da mantenere, che é il tuo lavoro, e il tuo tempo è denaro. Che non possono pagarti con uno spritz, con un “grazie mille, gentilissima” o un “sono in debito, quando vieni da me ti faccio il taglio gratis”. Si perché lei, la nuora, fa la parrucchiera.

Beata lei.

So cos’è l’amore.

Potrebbe benissimo essere la sceneggiatura di un film, invece è una storia, di quelle che ne esisteranno a migliaia. Ma questa l’ho vista coi miei occhi.

È la storia di un amore.

Amore quello con la A maiuscola. Quello che “nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia” non è solo una cantilena recitata dal prete.

Hanno 186 anni in 2. Hanno passato 60anni della loro vita insieme.
Lei infermiera, lui muratore.
Si sono conosciuti durante una sua lunga degenza ospedaliera, ed e stato amore. Un amore in cui non si alza mai la voce verso l’altra persona, un amore d’altri tempi, che rimboccandosi le maniche ti permette di chiamare casa anche quattro mura con una stufa per cucinare e che con fatica riesci a costruire assieme ad una famiglia.
Un amore che ti permette di invecchiare sereno perché sai che non affronti da solo il presente.
Una schiena spezzata da gran lavoratore, le spalle usurate dal trasporto a mano delle barelle per rampe e rampe di scale. Talmente doloranti che é lui prima di andare a dormire a coprirti con la coperta perché non riesci ad alzare le braccia.
60 anni di vita insieme che ti portano ad essere un tutt’uno. A non voler lasciare l’altro passare la notte solo in ospedale durante i numerosi ricoveri, e che anche se hai più di 80anni passi la notte vestita, su una sedia a vegliare sul tuo sposo, felice poi di riportarlo a casa dentro quelle stesse 4 mura, insieme ancora una volta. Quelle mura che trasudano vita vissuta, sempre insieme e che vi vedono essere l’uno il bastone del passo incerto dell’altro.

E io umile spettatore di questo fantastico film che è l’amore, che guardo e posso solo imparare.

Grazie.

Ai miei nonni Mario&Maria e al loro grande amore.

Alzi la mano chi ce l’ha più lungo.

Fomento totale per il keynote del nuovo iPhone.

Io stessa ho abbandonato il taglio della siepe al quale mi stavo dedicando da ore per seguire il grande evento, e la mia idea riguardo l’iPhone è stata sviscerata in un altro articolo (https://mariaaurora90.wordpress.com/2012/02/08/se-non-hai-un-iphone-hai-meno-problemi/)

Ma torniamo al nostro keynote, solito stile minimal tipico della casa di Cupertino, solito paia di Jeans e cosa nera sopra anche se addosso ad un altro. Soliti numeri esorbitanti, a controprova della crisi mondiale. Poi cominciano a passarsi la palla uno con l’altro chiamando Designer, Ingegneri, Developer ecc per presentare sta gran cacata. Dai obiettivamente è così.

Ce l’avevano fatto desiderare come l’inverno dopo l’estate appena trascorsa, (e dopo il 4S che in quanto a novità non aveva brillato) e invece… Come design, mia modesta opinione, mi schifa. Sembra tipo quando fai un resize di una foto ma tiri solo da un lato e non dalla diagonale. Mi sembra deforme. E non tiratemi fuori la storia del 16:9. In un telefono lo trovo assurdo e inutile. (ripeto che io il telefono non lo uso per giocare o guardare film).

Nessuna modifica hardware consistente (tralasciando il solito upgrade della CPU che deve esserci altrimenti è proprio un insulto, e l’inutilissimo nuovo connettore).

Le uniche cose interessanti a mio avviso, sono l’integrazione della funzione panorama nella fotocamera, e Siri in italiano e il Facetime over cellular (ma tutte queste cose saranno integrabili nel 4S).

Ergo, se avessi un 4S non farei mai un upgrade verso il 5, nel mio caso lo farei verso il 4S per i motivi sopra detti.

Le frasi del tipo “mi auguro lo amiate quanto lo amiamo noi”, cioè lollosissime.

A mio avviso era sufficiente integrare tutte queste features nell’iOS6 per tutti i device più recenti, non vincolare queste migliorie ad un nuovo telefono solo per motivi di marketing. 
Ma così è.

Resta il fatto come ho già twittato, che tutti a schifarlo e dal 28 settembre li vedremo spuntare (letteralmente viste le dimensioni) dalle tasche di tutti.

Saluti.

 

Laggente non (mi) capisce

Non ho mai amato laggente, sebbene laggente ami me. E’ un amore non corrisposto diciamo.
Per questo motivo ho da sempre desiderato fare un lavoro con meno contatti umani possibili, coi computer vado molto più d’accordo.

La miscela esplosiva però si ottiene quando si mischia laggente con il computer.

Tra le cose che odio di più, c’è la categoria di quelli che durante le teleassistenze ti dicono:

– Devo aprire Google? (Riferendosi al browser di turno installato sul loro pc, causando così fraintendimenti non da poco -per fortuna non hanno come home page YouPorn, altrimenti la domanda sarebbe interessante-)

– Ho scaricato il programmino, dov’è che lo trovo adesso? (Se non sai tu come è configurato il tuo “Google” fijo mio… Prova a vedere nella cartella Download, sarà lì insieme a centinaia di file scaricati e dimenticati lì mentre tu pensavi invece fossero stati risucchiati da un buco nero informatico)

Una menzione particolare a quelli che su esplicita richiesta di digitare un URL (non indicizzato dal crawler di google) nella barra degli indirizzi, ti leggono tutti i risultati che non c’entrano nulla dal momento che sono andati a scriverlo su google.

L’orticaria provocata da coloro che non riescono a fare un doppioclick col mouse alla velocità consona, e che continuano ad entrare quindi in modalità rinomina sul singolo file. Oppure quelli che saggiamente fanno il doppioclick sui pulsanti, aprendo così 2 volte l’applicativo, che va a rallentare il pc, che sembra quindi non rispondere, e quindi insistono coi click, così da ottenere dopo qualche minuto una ventina di finestre uguali aperte sullo schermo.

Quelli che ti chiedono di spiegargli come si scaricano le foto dalla macchina fotografica. E poi come si salvano una volta scaricate nel pc, nell’hard disk esterno. E non comprendono che è sempre e solo un fottuto COPIA E INCOLLA.

Quelli che perdono i cavetti con attacco proprietario di tutti i mille dispositivi che hanno in casa, e ti assicurano che hanno sempre usato per quel dispositivo l’unico cavetto mini USB che hanno trovato.

Quelli che ti assicurano che “una loro amica da Milano” riesce a richiedere l’amicizia su Facebook a centinaia di persone il cui unico dato che hai è un foglio word pieno di indirizzi email. (e se osi menzionare file csv o sincronizzazione con client di posta ti dicono che lei non ha fatto così, eh vabbè ma è di Milano lei.).

Quelli che si impanicano dicendo che hanno perso le loro email, quando cercano di controllare la loro posta fuori casa, usando un altro pc col client di posta configurato con quello del proprietario del pc, o non configurato. Poi gli spieghi che in caso devono collegarsi sul sito del loro provider di posta, ma non sanno la password giustamente. (Il tutto dopo avergli spiegato cos’è un provider di posta ovviamente)

Quelli che non sanno le password in generale. Diamine. Usane una e usa sempre quella. Invece no. Poi chiamano me perchè io dovrei recuperargli quella dell’account di skype. L’account di skype associato, ovviamente, ad un indirizzo mail del quale non ricordano la password d’accesso perchè “è quello vecchio”. (Ricordiamo quella che mi ha chiesto se sapevo il PIN del suo Bancomat e se potevo recuperarglielo al volo perchè non lo ricordava).

Quelli che mi chiedono di vendergli le cose su eBay, cose che valgono 40€, che gliele riesco a vendere a 45€ e poi si lamentano pure se eBay ha le commissioni.

Quelli che sapendo che io compro tutto su internet, mi chiedono se riesco a trovargli gli infissi per la casa in montagna, usati, su internet. Perchè non vogliono spenderci troppo, è la casa delle vacanze.

Quelli che dopo che metti tutta te stessa nel fare un bel sito, graficamente parlando, poi ti chiedono di cambiare i colori creando combinazioni che sono un pugno in un occhio o modificare i loghi creando delle merde d’autore. Che sono gli stessi che pretendono di usare il Comic Sans come font per il loro sito, e ti chiedono di animare tutto così da causare crisi epilettiche al lettore. Ah si, se puoi inserire pure qualche clip art tipo gli screen beans.

Dimenticavo… Quella volta che Tizia mi chiede, dal momento che dove abita l’adsl è molto lenta, di downloadarle un film per la serata, e “in caso” mandarglielo via mail.

Che ci devo fare, se odio laggente?

Se non hai un iPhone… Hai meno problemi

Se sei riuscito a superare il titolo del post sei a buon punto, e soprattutto non sei uno di quei droidiani duri che si vedono in giro. Premetto che odio l’iPhone, è un telefono demmerda iperpagato che fa tutto, ma quando serve a fare una cosa basilare quale chiamare… Ahimé, è scarico.
Ma dopo questa sagra delle ovvietà, sono qui per parlarvi della peggio categoria al mondo di persone. I possessori di iPhone, che non lo sanno usare. Ecco. Sono loro. Quelli che scegliendo di spendere uno stipendio per sto telefono, condannano a morte quelli come me che poi devono stagli dietro a spiegargli come funziona.
Sono fortemente convinta che la percentuale di in-utilizzatori dell’iPhone ma possessori del terminale superi la metà dei possessori totali.

Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare [cit]

Come iPhone con solo le app di default installate perché “non so scaricare le app” o “non ho una carta di credito per farmi l’ID Apple”. Allora. Nel caso 1 ti tieni il tuo 3330, che fa le stesse cose per le quali utilizzi il tuo telefono attualmente, meglio e con una batterylife maggiore (che nerdata sta parola). Nel caso 2, diamine. Hai 800€ di telefono e non hai una cazzo di carta di credito/prepagata? Giuro, che quando vedo questa situazione, mossa a compassione nei confronti di quel terminale in mani sbagliate, propongo di associare al loro id Apple una delle mie tante prepagate vuote. Almeno così qualcosa fanno. Stesso discorso del “ma hai whatsapp?” “eh no, si paga”. 79 centesimi. Dico io, sarà l’unica app che si e no userai e non spendi 79 fottuttissimi centesimi dopo che ne hai spesi 1000 volte tanti per quel cazzo di telefono. Io sono contro il jailbreak per lo stesso motivo. Qui in tanti mi odieranno, ma è così. Avete ragione nel dire che il terminale è mio una volta acquistato e posso farne quello che voglio. Ma io resto dell’idea che quelle 4 app utili che magari costano qualche centesimo, le compro volentieri, dopo averne spesi tonnellate di più per stammerda.
Chiudendo il discorso economico della cosa (senza dubbio il più rilevante) mi soffermo un secondo sulla sfortunata categoria dei novelli possessori di iPhone. Quelli che postano messaggi sui social network tipo “ho preso l’iPhone, mandatemi un messaggio col vostro numero”. Porcaputtana. Sembra che importare la rubrica in sto telefono sia impossibile ad una forma vivente e pensante di questo mondo. Ci sono mille modi per poterlo fare ma no. Devi scriverlo su facebook che il tuo cazzo di nuovo telefono è attualmente senza rubrica e aspetti di riempirla man mano che la gente ti da il numero, supponendo che lo voglia fare dopo questa tua esternazione. Io per esempio non lo farei.

Questo articolo è scaturito dopo l’ennesima teleassistenza da un’ora e mezza per spiegare a una che il telefono va per forza utilizzato assieme ad iTunes. “eh ma io non so usare il pc”. “eh ma allora non ti compri sto telefono”.

Fateci caso. I possessori di iPhone specie 4 o 4s (che dal di fuori non differiscono), sono quelli che te lo sbattono in faccia al bar quando prendono l’aperitivo, o al ristorante, piazzandolo sul tavolo in bella vista.

È tutta una questione di status symbol. Il marciume della società moderna.

Detto questo. Torno a dormire. Sono le 4 di mattina. Non avevo sonno, ho aperto l’apposita app wordpress sul mio iPhone, e ho scritto questo articolo.

We all live in Pornolandia

E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Il mio.

Ogni settimana ho una decina di computer che necessitano delle mie cure, e dopo anni di lavoro posso darvi qualche numero concreto riguardo.

Circa il 30% mi viene portato perchè “il computer è lento”.  Circa il 30% di questi sono computer dei primi anni 2000, ormai obsoleti all’inverosimile, il cui proprietario è convinto che si possano rendere dei quad core extreme “mettendo un po’ di memoria” -cosa probabilmente suggeritagli da qualche amico estremamente competente-.  Solo il 10% di questi ha una lentezza riconducibile a danni hardware (quasi sempre all’hard disk).  Il rimanente 60% di questi rientra nella categoria successiva.

Il 40% del totale sono computer infettati da millemila virus, provenienti da navigazione in siti xxx e download sconsiderati dalla fabbrica di virus per antonomasia, emule.

Su questo ci sarebbe da aprire un nuovo capitolo. Ci sono quelli che cercano di portati il computer ripulito per quanto possibile da ogni traccia delle loro navigazioni,  i più n00b si limitano alla cronologia, quelli più pro vanno più a fondo, ma non quanto basta dal momento che sono costretti comunque a portarmi il pc a sistemare.

Poi ci sono i casi disperati come quello che mi ha portato in negozio un pc che all’accensione presentava tutte le icone sul desktop con effigi di cazzetti e vagine di ogni sorte, e ad intervalli di 5 minuti apre autonomamente pagine internet su siti veramente interessanti. Solitamente questo computer viene consegnato in negozio da un amico del proprietario (leggi direttamente dal proprietario).

Ci sono poi quelli, insospettabili, che ti portano il pc, che non ha nessuna traccia di navigazioni strane, cookie VM18 o cose simili… ma alla richiesta di formattazione da parte del cliente, apri lo slot dell’unità ottica per inserire il DVD di ripristino del sistema e… cosa ti trovi? Un ricercatissimo DVD porno-gay-interracial. Sublime. Ancora più sublime quando la moglie del cliente viene a ritirarlo in negozio e ti chiede il motivo del danno subito al pc. Dal momento che non  era, ovviamente dipeso dalla visione del DVD ho tralasciato il dettaglio, non volevo rovinare così un matrimonio. Sono buona in fondo in fondo.

Poi ci sono computer che non sono infettati da virus di dubbia (o sicura?) provenienza, ma che nascondono una cronologia di chat su Skype degna dei migliori racconti erotici. Cam-to cam di madri di famiglia che danno sfogo alle loro voglie lussuriose con 50enni dotati che mostrano la loro mercanzia e la commentano dettagliatamente in chat.

I migliori però sono i computer degli adolescenti, di ambo i sessi,  la cui cronologia è sempre svuotata (hanno imparato bene grazie a yahoo answers) ma i cui campi hanno la cronologia digitazione attiva, e ti permettono di conoscere i loro interessi e dubbi di argomento sessuale. Le domande da giornalini quali Cioè non sono passate di moda, ve lo assicuro.

Il rimanente 30% di computer,  sono danni hardware (schermi rotti, tasti mancanti nella tastiera..) o upgrade di HD o memorie varie.

Insomma, secondo me per un lavoro come il mio dovrebbe esistere una sorta di segreto professionale, un giuramento di Ippocrate alla pari di quello dei medici, perchè quando si affida un pc ad uno sconosciuto, che lo esplora -per lavoro- nelle sue più nascoste parti, possono venire fuori elementi sufficienti a rovinare reputazioni e famiglie.  Dal momento che non esiste, io racconto.

Voci precedenti più vecchie

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