Che mi sistemi la lavatrice?

Quella volta sapevo che dovevo seguire la vocina che mi consigliava di fare la parrucchiera. Non avrei questi problemi, dovrei solo tagliare capelli e scegliere l’esatta dose e nuance di colori.
E invece no. Mannaggia a me ho voluto studiare informatica e mannaggia a chi l’ha fatto sapere in giro.

Non ci sono giorni più belli e felici di quando mi portano qualche computer aka caso disperato, di quelli che manco l’amicodelcuginodelmorosodemisorella è riuscito con la classica formattata a riparare. Quelli che richiedono competenza insomma.
Si perché tutti hanno un amicodelcuginodelmorosodemisorella che ci sa fare coi computer perché magari gioca a LoL e poi mi vedo arrivare computer formattati ma con installate le peggio toolbar maldestramente installate assieme all’installazione di 2 o più antivirus gratuiti nello stesso ambiente. Si perché essendo gratuiti magari valgono meno, meglio mettere qualcuno in più.

La mia giornata odierna invece è stata la seguente. Svegliata da una chiamata di clientescassapalle che mi deve portare un pc perché non va il “senza fili” (aka non si connette in wifi) e già che c’è mi porta il suo smartphone Android che fa le bizze e ha tutta la rubrica doppia (nonostante abbia provato a spiegargli che basta configurare la rubrica in modo che visualizzi solo i numeri salvati nel telefono e non tutti quelli dei vari account sincronizzati) e già che sempre c’è mi porta pure il tablet Android perché ci vuole mettere “Office” ma quando gli ho menzionato “Play Store” l’ho destabilizzato.
E fin qui poco male.
Primo pomeriggio mi chiama la più grande cliente frantumapalle dell’emisfero boreale che ha comprato la Smart TV e non sa configurarla e voleva farlo nel giro di 10min dalla telefonata (ergo ho dovuto mollare un amato pc con caso disperato di spegnimenti fantasma).

Li. In quel luogo mi è stato dato il colpo di grazia definitivo.
Mentre montavo la suddetta TV, suona al citofono la sorella del marito che nel conoscere la celeberrima Maria Sole (leggi Maria Aurora ndr) l’informatica, in 0.2 mi trovo in mano il suo galaxy gio e la richiesta di configurarle la mail sul dispositivo. E tanti saluti anche alla TV.
“Mi dice l’indirizzo della sua mail?” “Ah non lo so mica io, sarà 2 anni che non la apro”.

Ah beh. Allora suppongo sia proprio necessario avere la posta sempre a disposizione nel telefono.
“E spiegami Warsap” (leggi Whatsapp).
“Ma qui non e installato, e nemmeno configurato il play store” (che era ancora “Market”).

Ergo mezz’ora dietro al cellulare della cognata, e poi finalmente si torna a questa dannata TV.

Dopo un’ora e mezza torno a casa dal mio paziente, ma vengo interrotta dalla chiamata della cognata di cui sopra che mi invita a cambiarle operatore al telefono di casa perché così può mettere “il wireless” a casa.
Quindi mercoledì si va a Jesolo a casa di questa e come minimo si torna ancora per installarle il router. Benone.

Ma vai a spiegare ora alle suddette persone che tu hai una partita IVA da mantenere, che é il tuo lavoro, e il tuo tempo è denaro. Che non possono pagarti con uno spritz, con un “grazie mille, gentilissima” o un “sono in debito, quando vieni da me ti faccio il taglio gratis”. Si perché lei, la nuora, fa la parrucchiera.

Beata lei.

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